Controllato congiuntamente dalla City of London Corporation e dalla Greater London Authority il Mol, fin dagli inizi, è stato considerato dagli addetti ai lavori un buon museo, dotato di numerosi “pezzi” di valore e di una ricca collezione che si fermava però in pratica alla metà del XX secolo e con pochissimi rapporti con l’attualità. Per questo motivo molti londinesi non lo conoscevano a sufficienza e gli altri lo giudicavano per lo più un museo da “una visita e basta”.  Si è così deciso di operare un deciso riposizionamento del brand del museo, a cominciare dall’istituzione delle Galleries of Modern London che coprono un periodo che va dal 1666 ad oggi. L’immagine del “nuovo” MoL è stata affidata a Michael Caine e basata su una serie di immagini di vita quotidiana della Londra di un tempo.

  • Localizzazione: Londra
  • Anno / epoca di realizzazione: 2010
  • Autore / ideatore : Brother and Sister
  • Gestore / proprietario:  Museum of London
  • Tipologia: Città interattiva / Città engaging | app per la realtà aumentata

Chi la propone e dove

Il Museo di Londra documenta la storia della città dalla preistoria ad oggi. Inaugurato nel 1976 è situato nei pressi del Barbican Center e della cattedrale di San Paul, a ridosso del cosiddetto London Wall.

Come funziona

L’innovazione che più ha suscitato interesse e fatto parlare di sé è stata però una piccola “app” di realtà aumentata denominata Streetmuseum. La app (sviluppata dall’agenzia Brothers and Sisters) ha avuto l’effetto di “portare in strada” una parte delle collezioni del museo. Quelle stesse immagini della” Londra di una volta” che erano state utilizzate per la campagna di comunicazione (e che fanno parte del tradizionale percorso di visita del museo)” inquadrate” nel contesto attuale e visualizzate attraverso il display di uno smart phone hanno finito per assumere una dimensione “reale” e allo stesso tempo “magica” di grande impatto e suggestione. Presentata nel maggio del 2010 (contestualmente all’inaugurazione delle Galleries) la app era stata pensata inizialmente come supporto alla campagna di comunicazione, sulla scorta di un obiettivo realistico di 5.000 downloads. Dopo sole quattro settimane la quantità di downloads aveva superato le 65.000 unità e dopo un anno le 200.000, facendo di questa piccola app di 200 immagini (che chiunque può scaricare gratuitamente) l’elemento più noto e caratteristico del MoL. L’inatteso successo di questo primo esperimento (che nel corso di questi anni ha ricevuto, tra l’altro, numerosi premi e riconoscimenti internazionali) ha indotto dopo due anni i responsabili del museo a sviluppare una nuova realizzazione di realtà aumentata denominata Streetmuseum Londinium, versione antico-romana della app.La app è stata realizzata da Brothers and Sister in collaborazione con il canale televisivo History.

Perché realizzarla

La campagna ha generato massiccia affluenza di pubblico che, nel corso dello stesso 2010, ha superato i 490.000 visitatori. Oltre alle Galleries l’operazione rilancio è passata attraverso il rafforzamento delle strutture dedicate alla formazione continua, un programma di eventi temporanei assai più dinamico e “mediatico” ed un piano strategico determinato ed ambizioso che punta ad un deciso incremento delle presenze, alla possibilità di coinvolgere gli oltre 850.000 studenti londinesi, ad un maggiore e migliore utilizzo delle dotazioni del museo per attività di ricerca e ad un incremento significativo delle attività di crowd funding. In buona sostanza il museo si propone di diventare una delle 10 “attrazioni” culturali principali della città di Londra.

 

Anagrafica rilevatore

Rilevatore: Andrea Pollarini

Ente / Istituzione di appartenenza :

Consenso :

http://blog.welcomingcities.it/wp-content/uploads/London-Streetmuseum1.jpghttp://blog.welcomingcities.it/wp-content/uploads/London-Streetmuseum1-150x150.jpgclaudioINTERATTIVAControllato congiuntamente dalla City of London Corporation e dalla Greater London Authority il Mol, fin dagli inizi, è stato considerato dagli addetti ai lavori un buon museo, dotato di numerosi “pezzi” di valore e di una ricca collezione che si fermava però in pratica alla metà del XX secolo...CHANGE THE WORLD