Sedersi o non sedersi? Questo è il dilemma… Dalle panche di via – costole di pietra che fin dall’antichità puntellavano i fianchi di chiese, palazzi pubblici e signorili – ad oggi la panchina rappresenta uno dei principali elementi archetipici nell’arredo della città. In termini di design la panchina ha, storicamente, costituito la sintesi funzionale degli scopi svariati a cui veniva preposta: riposarsi, oziare, osservare, relazionarsi (con l’amato bene o con il primo passante), connotare stilisticamente l’ambiente in cui era collocata (il parco, la piazza, il boulevard), ecc.

  • Localizzazione: Diversi luoghi
  • Anno / epoca di realizzazione: –
  • Autore / ideatore : vari autori
  • Gestore / proprietario:  vari gestori
  • Tipologia: Confortevole ; public seating

Come funziona

La città contemporanea fa “esplodere” queste funzioni che – una per una – cominciano a sviluppare modelli specifici di panchina: la panchina per oziare (da soli o in gruppo), quella per riflettere, quella per lavorare, quella per ammirare il paesaggio, quella per far giocare il bambino, ed altro. Dal punto di vista estetico, poi, il design della panchina ha incominciato ad interagire con l’arte pubblica e la street art.

Questa moltiplicazione delle funzioni attribuite alla panchina ha finito, inevitabilmente, per mettere in discussione la sua forma primaria (due “basi” unite a due assi trasversali poste in orizzontale e verticale) e il suo significato tradizionale

Perché realizzarla

La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata. È vacanza a portata di mano. Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo, si guarda senza essere visti e ci si dà il tempo di perdere tempo, come leggere un romanzo”. (Beppe Sebaste, Panchine)

Chi la propone e dove

Così, ad esempio,

  • la panchina-altalena che Lars Gunnars ha progettato a Stoccolma implica un modello relazionale obbligatorio: per sedersi bisogna essere in due, possibilmente dello stesso peso e posizionarsi ai lati opposti della seduta.
  • “Use Only What You Need” è invece una realizzazione che ha lo scopo apparente di contrastare l’abuso di sedentarietà. In realtà si tratta di una campagna di guerrilla marketing della Società dell’acqua di Denver (usa solo quanto ti serve realmente) ideato nel 2007 dall’agenzia Sukle.
  • Altrettanto provocatorio è l’intento del designer Fabian Brunsing che, con il modello “You Pay You Sit” (mette polemicamente in discussione la componente di “bene comune” che la panchina rappresenta: immaginando come utente un impiegato medio che, nell’intervallo del pranzo, trova le panchine del giardino adiacente l’ufficio costantemente occupate, Brunsing ha progettato una panchina tradizionale munita però di due file di punte d’acciaio acuminate. Punte che si ritraggono con l’inserimento di ½ euro per il tempo necessario a consumare il frugale pranzo per poi riemergere.
  • Ma la panchina contemporanea si trova molto spesso a condividere il proprio spazio vitale (il parco urbano) con il jogger, una delle figure più pervasive della contemporaneità, rappresentando ai suoi occhi un continuo elemento di sfida. Per evitare ogni tentazione Nike ha ideato una panchina senza seduta e l’ha posizionata nel Madison Square Park di New York. Nessuna spiegazione, solo uno swoosh, a rivendicare la paternità dell’idea, ed un “run” appena accennato sullo schienale (gentile invito o memento mori?)

 

Anagrafica rilevatore

Rilevatore: Andrea Pollarini

Ente / Istituzione di appartenenza :

Consenso :

http://blog.welcomingcities.it/wp-content/uploads/Non-panchine-Denver-Water2009.jpghttp://blog.welcomingcities.it/wp-content/uploads/Non-panchine-Denver-Water2009-150x150.jpgWelcoming CitiesAMICHEVOLESedersi o non sedersi? Questo è il dilemma… Dalle panche di via - costole di pietra che fin dall’antichità puntellavano i fianchi di chiese, palazzi pubblici e signorili - ad oggi la panchina rappresenta uno dei principali elementi archetipici nell’arredo della città. In termini di design la panchina ha,...CHANGE THE WORLD